Quello che stiamo quotidianamente registrando è uno scenario al quale non pensavamo saremmo mai arrivati.
Certo, i segnali c’erano. Si percepivano. Ma quelle pagine del PM della procura di Udine sono qualcosa alla quale forse non eravamo così preparati. Sono qualcosa che colpisce nel profondo. Colpisce le motivazioni che muovono tutti noi a fare ciò che facciamo da anni, in diverso luoghi in analoghe circostanze. Quello di sentirci al fianco dei più deboli, di soggetti vulnerabili, di uomini e donne e bambini che vediamo “passare” da anni con il loro carico di storie, di dolori, di orrori. E quel carico ora si fa doppio. Perchè all’indifferenza ora si somma una decisione, un atto “politico”. Quello di incriminare chi non accetta quell’indifferenza e che fa quel “qualcosa” che dovrebbe essere di competenza di qualcun altro. 
E allora ARRESTATECI TUTTI
Perché allora è vero, siamo tutti colpevoli di mancata indifferenza, di colpevole vicinanza, empatia con chi vediamo scappare da paesi in guerra, o da fame e povertà, o da regimi, o semplicemente da vessazioni che nessuno, nessuno di noi sopporterebbe mai in paesi “civili”. 
Arrestateci perchè crediamo che questo mondo e questa visione di mondo non sia la nostra, non sia sopportabile, condivisibile. 
Arrestateci perchè a fianco di un migrante non vogliamo vedere un poliziotto in divisa anti-sommossa, ma un mediatore preparato, un avvocato onesto e competente, una struttura dignitosa ed accogliente. 
Arrestateci perchè pensiamo che i loro diritti siano inscindibili dai nostri diritti. 
Arrestateci, zittiteci, eliminateci, condannateci. 
Come lo Stato italiano sta facendo a quei migliaia di migranti che arrivano sulle nostre coste, e che anzichè essere visti come una risorsa sono depredati dei loro diritti, della loro dignità, di una speranza, di un paese che li accolga e li protegga.
Arrestateci, ma arrestate anche chi non va per mare a lanciare un salvagente.
Condannate chi anzichè aprire una porta la chiude. 
Condannate e arrestate chi specula, chi concede e firma appalti senza troppo chiedere, senza troppo verificare se legalità e umanità sono termini validanti di un appalto, oppure se si può derogare anche su questo quando l’assistenza non è gratuita ma ben retribuita.
Allora sì, arrestateci tutti. 
Ed oggi, la nostra piena e totale solidarietà agli amici di OSPITI IN ARRIVO. 

Lascia un commento