Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo algerino in lotta per i propri diritti

Nel febbraio 2019 nasce il movimento popolare algerino Hirak. Da due anni migliaia di persone manifestano pacificamente occupando le strade e le piazze algerine chiedendo un reale cambiamento, con il rinnovo totale dell’élite politica che detiene il potere nel Paese da sessant’anni. Chiedono diritti economici e sociali come il diritto a un lavoro dignitoso; si battono per una società democratica e per il rispetto dei diritti e le libertà individuali e di espressione. 

Le autorità algerine hanno risposto a questo movimento pacifico con la criminalizzazione dei manifestanti e delle opposizioni politiche, con azioni repressive che hanno raggiunto livelli allarmanti. Studenti, lavoratori, giornalisti, blogger, militanti politici, attivisti dei diritti umani vengono arrestati giornalmente. Diverse le condanne ad alcuni anni di detenzione solo per avere espresso la propria opinione. Al 4 maggio si contano 73 prigionieri di coscienza nelle carceri algerine. Sono in continuo aumento anche le denunce di violenze fisiche e psicologiche, di abusi, di tortura, ad opera delle forze di sicurezza del Paese nordafricano.

Il primo maggio diverse realtà si sono incontrate per scrivere un appello collettivo per fermare la repressione che ha colpito il popolo dell’Algeria. In pochi giorni, oltre alle varie organizzazione e associazioni studentesche aderenti, sono 4 mila i cittadini algerini ad averlo sottoscritto.

La repressione del popolo algerino deve terminare subito!

Siamo con il popolo algerino!

Di seguito il comunicato da noi tradotto in italiano, che potete leggere anche in lingua francese e araba.
A questo link potete firmare l’appello

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Fermare la guerra dichiarata contro il popolo algerino

Gli algerini stanno subendo da diverse settimane una delle peggiori escalation repressive contro i loro diritti e le loro libertà. Questo attacco securitario e giudiziario per impedire loro di esprimersi, di rivendicare, di manifestare, di organizzarsi, di scioperare, di denunciare nei media e sui social network, di esistere come cittadini sta assumendo le sembianze di una guerra aperta contro il popolo algerino.

Non risparmia nessuno, colpisce tutte le categorie sociali e tutte le regioni del Paese. Inventa immaginari complotti terroristici per giustificare un ritorno alle pratiche più detestabili di arbitrarietà (sequestro di persona, perquisizione, detenzione in isolamento). La tortura diventa di nuovo normalità. La violenza della polizia si diffonde. Niente può giustificare un governo che tratta i cittadini del suo paese con tanta brutalità.

Né la sua impotenza di fronte alla crisi economica, né la sua testardaggine nel mantenere un’agenda elettorale respinta dalla stragrande maggioranza della gente, né il naufragio del suo programma di vaccinazioni contro la pandemia. Il rifiuto per due anni di accogliere le richieste del popolare e pacifico Hirak per un cambiamento verso la democrazia, sta spingendo il potere sempre più pericolosamente in un’avventura securitaria dalle gravi conseguenze.

Criminalizzando l’Hirak si sta incamminando verso il terreno scivoloso dei crimini di Stato. Questa escalation dell’aprile 2021 calpesta ulteriormente gli impegni presi con le convenzioni internazionali firmate dalle autorità algerine a protezione, così come la costituzione del Paese, dei diritti che sono oggi sotto un pesante e incontrollato attacco. L’Algeria si mette all’indice delle Nazioni per il suo disprezzo dei diritti umani fondamentali.

Noi, cittadini e organizzazioni firmatarie di questa dichiarazione chiediamo la fine immediata di questa inaccettabile aggressione contro l’integrità fisica e morale degli algerini. Riteniamo le autorità algerine responsabili delle conseguenze catastrofiche di questa deriva repressiva e ne rendiamo testimonianza all’opinione pubblica nazionale e internazionale.

Chiediamo il rilascio di tutti i detenuti politici, la cessazione dei procedimenti giudiziari e il ripristino di tutti i diritti e le libertà garantiti dalla costituzione e dalle convenzioni internazionali firmate dall’Algeria. Il ricorso ossessivo alla repressione non ha fermato da due anni la marcia del popolo algerino verso un cambiamento democratico e pacifico. Non la fermerà neanche questa volta.

Tra le prime organizzazioni firmatarie:
Parti socialiste des Travailleurs (PST)
Rassemblement pour la culture et la démocratie (RCD)
Rassemblement des jeunes pour l’Algérie (RJPA)
Union pour le changement et le progrès (UCP)
Union pour l’Algérie (UPA)
Collectif algérien contre la torture et les conditions carcérales (CACTCCI)
Collectif Initiatives Citoyennes pour le changement (CICC)
Comité de Tizi ouzou pour l’assemblée constituante souveraine
Coordination nationale des universitaires algériens pour le changement (CNUAC)
Dzair 2.0
Ibtycar
Ligue algérienne de défense des droits de l’homme (LADDH)
Manifeste des militants pour les libertés démocratiques (MMLD)
Manbar Al Jazairine Al Ahrar
Nida 22
Rassemblement action jeunesse (RAJ)
Rassemblement des étudiants libres d’Oran
Union des étudiants algériens libres (UEAL)

Halte à la guerre déclarée contre le peuple algérien

Les Algériens subissent depuis plusieurs semaines une des pires escalades de la répression contre leurs droits et libertés. Cette offensive sécuritaire et judiciaire pour les empêcher de s’exprimer, de revendiquer, de manifester, de s’organiser, de faire grève, de rendre compte dans les médias et les réseaux sociaux, d’exister en tant que citoyens est en train de prendre les allures d’une guerre ouverte contre le peuple Algérien.

Elle n’épargne personne, touche toutes les catégories sociales et toutes les régions du pays. Elle invente des illusoires complots terroristes pour justifier le retour aux pratiques les plus détestables de l’arbitraire (enlèvement, perquisition, mise au secret). La torture se banalise à nouveau. Les violences policières se généralisent. Rien ne peut justifier qu’un gouvernement traite avec une telle brutalité les citoyens de son pays.

Ni son impuissance face à la crise économique, ni son entêtement à tenir un agenda électoral rejeté par l’immense majorité du peuple, ni le naufrage de son calendrier vaccinal contre la pandémie. Le refus depuis deux ans d’accéder aux revendications du Hirak populaire pacifique en faveur d’un changement vers la démocratie enfonce le pouvoir de plus en plus dangereusement dans une aventure sécuritaire au très lourd prix.

En criminalisant le Hirak il se met lui même sur la pente glissante des crimes d’Etat. Cette escalade d’avril 2021 piétine un peu plus les engagements pris par les conventions internationales signées par les autorités algériennes et protégeant, tout autant que la constitution du pays, les droits qui sont aujourd’hui attaqués massivement et sans retenue. L’Algérie se met au ban des Nations pour son mépris des droits fondamentaux de l’homme.

Nous citoyens et organisations signataires de cette déclaration appelons à l’arrêt immédiat de cette inacceptable agression contre l’intégrité physique et morale des Algériens. Nous rendons pour responsables les autorités algériennes des conséquences funestes de cette dérive répressive et nous en prenons à témoin les opinions nationale et internationale.

Nous appelons à la libération de tous les détenus politiques, à la cessation des poursuites et au rétablissement de tous les droits et libertés garantis par la constitution et par les conventions internationales signées par l’Algérie. Le recours obsessionnel à la répression n’a pas stoppé depuis deux ans la marche du peuple algérien vers le changement démocratique pacifique. Il ne l’arrêtera pas cette fois non plus.

أوقفوا الحرب المعلنة على الشعب الجزائري

‎يتعرض الجزائريون منذ عدة أسابيع الى 

أخطر فصول القمع و التصعيد التي تستهدف حقوقهم وحرياتهم. ويهدف هذا العدوان الأمني والقضائي لمنع المواطنين من التعبير بحرية عن آراءهم والمطالبة بحقهم في التظاهر السلمي والاضراب والتعبير في وسائل الإعلام وشبكات التواصل الاجتماعي بل وحرمانهم من الوجود كمواطنين. وقد اتخذت وضعية الحال هذه منحى حرب مفتوحة على الشعب الجزائري لانها لم صارت تستهدف يوميا جميع الفئات الاجتماعية عبر كامل مناطق البلاد .

‎و من خلال هذا العدوان الصارخ، يلجأ النظام إلى إفتعال مؤامرات إرهابية لتبرير العودة إلى أبشع ممارسات التعسف من مداهمات و اختطاف وتفتيش واخفاء قسري.لقد اصبح التعذيب(والاغتصاب) و كأنهما عاديان أما منحنى عنف أجهزة الامن فاضحى في تصاعد و اتساع مستمرين.

‎لاشيء يمكنه تبرير ان تعامل حكومة النظام القائم المواطنين بهذه الطريقة الفظة.فلا عجزها في مواجهة الأزمة الاقتصادية تَستدعي ذلك ولا إصرارها على التمسك بمواعيد انتخابية ترفضها الغالبية العظمى من الشعب ناهيك عن فشل برنامج التلقيح ضد الوباء.

‎إن رفض الاستجابة منذ سنتين لارادة الحراك الشعبي السلمي الهادفة الى تغيير ديمقراطي جذري يغرق السلطة أكثر فأكثر في مغامرة أمنية كارثية العواقب. 

‎و بتجريمها الحراك السلمي فإنها تتجه بنفسها نحو مزالق ستؤدي حتما إلى جرائم دولة. إن هذا التصعيد الاخر الذي يشهده شهر أفريل 2021 يدوس بوضوح على كل الالتزامات و الاتفاقيات الدولية التي وقّعتها السلطات الجزائرية والتي تحمي حقوقا تُنْتَهَكُ بلا حدود وعلى نطاق واسع.حقوق يضمنها دستور البلاد نفسه و يحميها.

‎إن النظام القائم يضع الجزائر اليوم في خانة الدول التي تنتهك حقوق الإنسان الأساسية و لا تعيرها أدنى احترام.

‎نحن المواطنون والمنظمات الموقعين على هذا البيان، نطالب بالوقف الفوري لهذا التصعيد الجنوني الذي يستهدف سلامة الجزائريات و الحزائريين الجسدية والمعنوية ونُحَّمِلُ السلطات الجزائرية المسؤولية الكاملة عن العواقب الوخيمة التي ستنجم عن هذا الانحراف القمعي، ونُشْهِدُ عليها الرأي العام الوطني والدولي. كما ندعو إلى الإفراج عن كافة المعتقلين السياسيين ووقف ملاحقاتهم قضائياً وإعادة إقرار جميع الحقوق والحريات التي كفلها الدستور والاتفاقيات الدولية التي وقعت عليها الجزائر.

‎إن هوس اللجوء إلى القمع لم يستطع أن يوقف طيلة سنتين مسيرة الشعب الجزائري المتطلع الى التغيير الديمقراطي والسلمي، ولن يكون قادرا على وقفها هذه المرة أيضا.».