Roma 01/06/2016

La visita al CAS ubicato presso il Fast Motel di Matera, effettuata in data 21 maggio 2016, e le conseguenti polemiche che ne sono scaturite sulla stampa, rischiano di distogliere l’attenzione da alcune problematiche che esulano dal contesto locale.

Teniamo a precisare che si è trattato di una visita “esterna” al centro, durante la quale abbiamo raccolto alcune considerazioni degli ospiti presenti nel CAS rispetto alle loro condizioni all’interno dello stesso.

L’intento della visita, e del conseguente report, non avevano di certo intenzioni diffamatorie. Nello spirito che anima la difficile campagna nazionale LasciateCIEntrare, e di conseguenza, l’operato dell’Osservatorio migranti di Basilicata, tutte le nostre iniziative sono volte non solo alla mappatura delle condizioni generali di vita dei richiedenti asilo che vengono ospitati nelle varie strutture, ma anche alla promozione di progetti che possano favorire una migliore inclusione sociale.

Non può sfuggire come, nell’ottica di una politica nazionale, la questione relativa all’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo, anche in Basilicata, risponda a caratteristiche legate ad una logica emergenziale. Cosi come risulta abbastanza diffusa, ad esempio, la tendenza a privilegiare luoghi piuttosto distanti dai centri abitati, per cui rischia di diventare più difficoltosa l’interazione con i locali.

Le caratteristiche dei CAS, sparsi in tutta Italia, sono adeguate per un soggiorno che dovrebbe essere sulla carta “temporaneo” e/o “straordinario” dei richiedenti asilo, e che invece diventa stanziale.

Per cui può accadere che la progettualità e la struttura prevista per i CAS risultino essere inadeguate rispetto al tempo di permanenza negli stessi.

In tal senso individuiamo sovente, in molte di queste strutture, carenze che dovrebbero essere superate con il controllo dell’ente preposto a tale scopo, la locale prefettura e con cui invece tali relazioni sembrano essere discontinue se non inesistenti.

La campagna nazionale LasciateCIEntrare, in collaborazione con l’Osservatorio migranti di Basilicata, stanno portando avanti in tutta la regione, cosi come in tutto il resto d’Italia, una mappatura informale delle condizioni all’interno dei centri di accoglienza seguendo in maniera particolare a situazione di soggetti vulnerabili, minori, donne, vittime di torture e tratta, soggetti che, proprio a causa dell’emergenzialità con cui si continua a trattare il fenomeno migratorio, rischiano di non riuscire ad accedere alle tutele necessarie al proprio status di “vulnerabili” .

Ribadiamo che la denuncia che portiamo avanti da anni non è prioritariamente rivolta alle Cooperative, o alle singole persone che lavorano nei centri, con cui anzi cerchiamo un confronto aperto e sereno, ma  ad un sistema generale che continua a produrre emergenze e non tutela i richiedenti asilo.

Faremo richiesta di autorizzazione finalizzata all’ingresso nel CAS Fast Motel per la settimana di mobilitazione nazionale che partirà il 20 giugno. Ci auguriamo che a tale richiesta, in nome di un diritto alla trasparenza verso la società civile e al mondo dell’informazione, venga data risposta positiva.

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