Siamo a Giugno, da poco è cominciato il periodo in cui si possono inviare le domande per la cosiddetta “Sanatoria”, e già si vede un proliferare del solito mercimonio di contratti falsi, tentativi di truffe ai danni delle migliaia di cittadini stranieri che provano a regolarizzare la propria posizione, stretti tra datori di lavoro che non hanno alcun interesse a mettersi in regola, tantomeno a garantire un permesso ai loro lavoratori sfruttati, e tutti i limiti di una norma azzeccagarbugli, la peggiore delle già peggiori sanatorie precedenti.  

Dentro questa norma rientrerebbe anche chi ha avuto un decreto di espulsione, lo dispone il comma 10 art. 103 del Dlgs 34/2020. Notizia, questa, che non è affatto arrivata a chi si trova dentro i CPR (se non ad un unico caso di cui siamo a conoscenza nel CPR di Macomer) e chissà se lo è dentro le carceri.

Nei CPR la libertà di comunicazione con l’esterno è da sempre oggetto di restrizioni di ogni sorta, resa ancora più difficile negli ultimi due anni, prima con l’impedimento a utilizzare telefonini personali provvisti di telecamere e poi telefonini personali di qualsivoglia tipo. Lo scopo è ovviamente quello di annullare le possibilità di denuncia dall’interno che, come accaduto in passato, ha portato alla luce fatti scellerati: violenze della polizia, mancata assistenza sanitaria, mancato accesso al diritto di difesa, condizioni igieniche dei moduli abitativi orripilanti e morti per mancate tutele o per abusi di ogni sorta.

Il Covid-19 non ha cambiato nulla sulla vita nei CPR rendendola, anzi, sempre più nascosta fino a farla nuovamente scomparire dalle pagine di ogni social e agenda politica, se non in pochissimi e  rari casi (unici accessi di questi mesi quelli di due consigliere regionali: Bonafoni al CPR di Ponte Galeria e Mele al CPR di Macomer. In quest’ultimo caso si è trattato più di una visita di cortesia che di una vera visita di controllo).

Dicevamo: la Sanatoria permette l’accesso anche di chi ha avuto un’espulsione e per chi si trova recluso in un CPR offre la possibilità di essere rilasciato.

In che modo viene garantito questo diritto nei CPR e nelle carceri?

Vi è stata un’informativa adeguata?

Quanti hanno fin’ora avuto accesso a questa sanatoria? E come?

Sanno i reclusi chi vi può accedere e chi No?

Riportiamo in breve alcuni esempi di esclusione: le espulsioni per motivi di ordine pubblico o sicurezza (art.13 comma 1 TU); le categorie pericolose (art. 13, comma 2 lett. C TU);  le espulsioni per motivi di terrorismo (art. 3 D.L. 144/2005); gli stranieri segnalati (espulsioni SIS).

A quanti tra i reclusi nelle carceri e nei CPR, in questo momento, si sta garantendo l’accesso al diritto alla regolarizzazione?

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