A Modena e Provincia i Richiedenti asilo restano senza residenza, motivo per il quale come Campagna avevamo inviato, in gennaio (segnalazione in allegato), richiesta di verifiche a riguardo agli organi competenti, nel rispetto dei diritti delle persone in accoglienza.

In risposta avevamo ricevuto una "promessa di verifica" da parte dei responsabili dell'anagrafe e l’impegno a trovare una soluzione.

Alcune organizzazioni del territorio,coinvolte nell’accoglienza e che stanno affrontando questa situazione, stanno cercando di stabilire con la Prefettura una procedura univoca,rapida e condivisa per tutti, che non generi confusione e lungaggini e dia finalmente fine a questa grave e diffusa mancanza che lede i diritti dei richiedenti asilo.

In questi mesi alcuni degli ospiti avevano infatti trovato possibilità di contratti di lavoro, che non hanno però potuto ottenere a causa della mancanza del documento di identità. Un fatto grave, soprattutto se si considera quanto sia difficile la strada per la ricerca del lavoro e quanto i tempi lunghi del sistema di accoglienza spesso alimentino disperazione e senso di vuoto nei soggetti in accoglienza.

E’ questa l’accoglienza che vogliamo? Sono consapevoli le diverse Istituzioni coinvolte che sono passibili di denuncia per risarcimento danni,visto che hanno contribuito alla perdita di possibilità di lavorare alle stesse persone che dovrebbero garantire?

Poniamo qui l’esempio positivo della Provincia di Sassari in cui la residenza viene data alla compilazione del C3, con una rapida comunicazione tra questura ed ufficio anagrafe.  Difficile?

La residenza è una delle basi dell’accesso ai servizi necessari per una vera inclusione sociale. Purtroppo in gran parte della penisola numerosi sono gli inadempimenti in termini di iscrizione all’anagrafe e documentazione di residenza, nonostante vi siano precise disposizioni, evidenziate dalle linee guida del Ministero dell’Interno.

A complicare ulteriormente la situazione, si aggiungono le lungaggini della questura per il rinnovo dei permessi di soggiorno.

Diversi richiedenti asilo hanno documenti scaduti da oltre due mesi, con tutto ciò che ne consegue anche in termini di rinnovo delle tessere sanitarie per l’accesso all’assistenza.

Ancora una volta quelle Istituzioni che dovrebbero per prime rispettare la normativa vigente in questo Paese vi disattendono,generando una catena di mancate tutele che amplifica il malcontento e la disillusione dei richiedenti asilo, che cercavano qui “protezione e diritti”.

I labirinti della burocrazia ed i suoi tempi non possono in alcun modo diventare strumento per la lesione dei diritti delle persone.

Auspichiamo che si risolva al più presto questa spinosa questione.

 

 

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