Si è tenuta ieri, presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana, la presentazione dei risultati della mobilitazione indetta dalla Campagna LasciateCIEntrare in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

A seguito di 65 richieste d’ingresso e visita ai centri d’accoglienza tra Hotspot, Cie, Cara, Cas e Tendopoli sull’intero territorio nazionale, inviate alle Prefetture e al Ministero dell’Interno, le delegazioni della Campagna sono riuscite ad entrare in circa 40 centri nelle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Lazio, Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

 

In apertura della conferenza stampa, la Portavoce della Campagna Gabriella Guido ha posto da subito l’attenzione sugli inquietanti segnali d’intimidazione e criminalizzazione di cui è stata recentemente oggetto la società civile. Un esempio su tutti, la chiusura delle indagini preliminari a carico dei referenti dell’Associazione Ospiti in Arrivo di Udine per i reati d’invasione di edifici e favoreggiamento della permanenza di stranieri presenti illegalmente in Italia al fine di trarne “ingiusto profitto”, “colpevoli” di aver accompagnato i migranti alla Caritas locale ed aver spiegato loro la procedura per accedere alla richiesta d’asilo.
A seguire, il saluto di Raffaele Lorusso, Segretario FNSI: "l’accoglienza è un tema che ci riguarda tutti. La civiltà di un paese si misura sui diritti che riesce a garantire e dall'informazione che riesce a dare. Gli eventi e gli accadimenti di un paese a noi vicino come la Turchia sono segnali di cui dobbiamo tener conto senza tralasciare l’accordo che l’UE ha concluso con il governo Erdogan che prevede la chiusura del confine greco-macedone a saldo di 3 mln di euro."
 
In rappresentanza dell’UsigRAI, il Segretario Vittorio Di Trapani che ha sottolineato quanto il mancato accesso stampa sia una lesione non solo della categoria dei giornalisti ma, soprattutto, del diritto dei cittadini ad essere correttamente informati.
A seguire, la referente dei territori Yasmine Accardo ha posto l’accento sulla discrepanza tra le dichiarazioni del Ministero dell’Interno riguardanti l’accoglienza diffusa e ciò che emerge dal monitoraggio effettuato in maniera continuativa dalla Campagna. 
Evidenti segnali di preoccupazione, sono la criticità della questione dei minori, l’alto livello di promiscuità, la tratta delle donne: categorie sempre più a rischio e quanto mai preziose per le organizzazioni criminali ai fini di sfruttamento, prostituzione e qualsivoglia abuso. Ne emerge, inoltre, una preoccupante criminalizzazione dei migranti a seguito di legittime proteste per tutelare i propri diritti, sempre più spesso lesi o negati. In particolare, è stato rilevato un incremento delle revoche d’accoglienza. Segnaliamo una evidente crescita della “ghettizzazione” e della periferizzazione delle strutture adibite all’accoglienza che, secondo alcuni gestori, appare come l’unica forma praticabile. Ulteriore discorso concerne la trattazione del fenomeno migratorio da parte dei media, che talvolta risulta strumentale e superficiale riguardo tematiche così complesse. Malgrado gli sforzi della società civile e nonostante le ultime aperture da parte del Ministero agli ingressi nei centri da parte della stampa, quest’ultima si vede nuovamente negato l’accesso e il monitoraggio ai centri d’accoglienza.

 

A seguire, il collegamento telefonico in diretta dall’Hotspot di Lampedusa, dell'Avv. Alessandra Ballerini che in questi giorni è riuscita ad entrare nei centri di Trapani e Lampedusa: “dal nord al sud, migranti sempre più nel limbo tra burocrazia, assenza di diritto e malaccoglienza. Quello di Lampedusa deve essere un centro di primo soccorso e accoglienza e non d’identificazione e smistamento”. 
Gli interventi dei territori con Giacomo Dessì (Presidio Piazzale Trento, Sardegna) Laura Liberto (Cittadinanzattiva Per Il Molise) Gennaro Avallone (Docente Universitario Universita’ Di Salerno – Facolta’ Di Sociologia) Sara Monaci e Andrea Panico (Melting Pot Padova Veneto) hanno contribuito a restituire una percezione reale e onesta dello stato attuale dell’accoglienza locale.

La Campagna proseguirà nel suo lavoro, compito che spetta a tutte le donne e gli uomini che vogliono migliorare questo paese, a chi opera nelle istituzioni e nell’informazione, ad ognuno di noi.  

La crisi in atto passerà alla storia e bisogna scegliere da che parte stare.

 

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