L’art. 1 della Convenzione contro la tortura, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984, definisce tortura ogni atto per mezzo del quale un dolore o delle sofferenze acute, sia fisiche che mentali, vengono deliberatamente inflitte a una persona da agenti della pubblica amministrazione o su loro istigazione o comunque da altre persone che agiscono in posizione ufficiale […]”.

Tale definizione è quella che ha ottenuto il più ampio riconoscimento a livello mondiale: alla fine del 1998 la convenzione è stata ratificata da 122 paesi. Nonostante sia vietata da numerose convenzioni internazionali, prima fra tutte la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la sua pratica è denunciata in oltre cento paesi nel mondo.

Secondo i dati raccolti nel 2017 da Medici per i Diritti Umani, e secondo numerosi altri studi, almeno l’85% dei richiedenti asilo che vivono in Italia ha subito in Libia forme di tortura grave o abusi, e nello specifico il 79% è stato trattenuto/detenuto in luoghi sovraffollati ed in pessime condizioni igienico sanitarie, il 60% ha subito costanti deprivazioni di cibo, acqua e cure mediche, il 55% gravi e ripetute percosse e percentuali inferiori ma comunque rilevanti stupri, ustioni, falaka (percosse alle piante dei piedi), torture da sospensione, obbligo ad assistere alla tortura o all’uccisione di terzi e ancora altre efferatezze. I dati sono, evidentemente, sottostimati, ma offrono un quadro chiaro relativo alle violenze sistematiche a cui vengono sottoposti tutti i migranti che giungono dalla Libia nel nostro paese.

Il Seminario formativo, partendo dalla descrizione dell’attuale situazione politica nel paese nord africano, dalle nozioni giuridiche sul diritto di asilo e dall’analisi del sistema di accoglienza italiano, cercherà di fornire gli strumenti medico-legali per riconoscere la tortura nei richiedenti e titolari protezione internazionale o umanitaria.

Il Seminario si terrà nelle giornate del 21 e 22 settembre, presso la sede Regione Calabria ex INAPLI di Cosenza, in via C. Gabriele, 49.

Le iscrizioni sono limitate a 150 persone.

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Per info: lasciatecientrarecs@gmail.com – formazione@meltingpot.org

La diretta streaming del convegno è disponibile sul canale Youtube della Campagna cliccando qui.

N.B.: è in corso la richiesta di accreditamento presso i Consigli degli Ordini degli Avvocati, degli Assistenti Sociali e dei Giornalisti. Al termine del corso verrà rilasciato a tutti i frequentanti un attestato di partecipazione.