Un documentario prodotto da Melting Pot Europa e Borders of Borders in collaborazione con la campagna LasciateCIEntrare

Malik è il primo capitolo del documentario "Gabbie - Voci dai C.P.R.", una serie di interviste realizzate a persone che sono state trattenute dentro i famigerati Centri di Permanenza per il Rimpatrio, gli ex centri d’identificazione ed espulsione (C.I.E.).

Malik, il protagonista del video, vive in Italia da 30 anni, da molti anni lavora come venditore ambulante nei mercati delle città marchigiane. Ha una regolare licenza, paga le tasse, ma per una prassi arbitraria la burocrazia italiana gli revoca il permesso di soggiorno. Dopo i tragici fatti di Macerata dello scorso febbraio, viene fermato mentre si sta recando al lavoro: da un momento all’altro, senza nessuna possibilità di opporsi, viene trasferito al C.P.R. di Bari e lì recluso per tre interminabili mesi.

Il duro racconto di questa esperienza ci viene narrato attraverso la sua voce e ci spiega nei dettagli la vita e la resistenza personale per non soccombere dentro questo "buco nero dei diritti".

Cosa sono i C.P.R.?

I C.P.R. sono strutture detentive dove vengono reclusi i cittadini stranieri sprovvisti di regolare titolo di soggiorno. Dalla relazione del Garante, nel 2017 sono stati privati della libertà 4.087 migranti, un trend in aumento rispetto ai 2.984 del 2016.

La detenzione amministrativa in Italia è stata istituita nel 1998 con la legge Turco-Napolitano, conosciuta come Testo Unico sull’immigrazione: sono passati 20 anni e da allora è cambiato l’acronimo con cui sono nominati i centri (da C.P.T. a C.I.E. fino agli attuali C.P.R.), i tempi di detenzione (attualmente 90 giorni e in alcuni casi particolari fino a un massimo di 12 mesi), il numero di strutture presenti nel paese - al momento 5 (Bari, Brindisi, Roma - Ponte Galeria, Torino, Potenza - Palazzo S. Gervasio). Invariate rimangono le condizioni di questi "luoghi orribili" e le segnalazioni di pesanti abusi e violazioni dei diritti nei confronti di persone che si ritrovano, da un momento all’altro, recluse.

Il neo-ministro dell’interno Salvini, confermando l’impianto repressivo della legge Minniti-Orlando, si appresta ad aprire un C.P.R. in ogni regione per una capienza complessiva di 1.600 posti.

Dentro questo "buco nero dei diritti" potrebbero scomparire uomini e donne che fino al giorno prima stavano in mezzo a noi.

Un ringraziamento particolare ai veri protagonisti di queste storie: sembra scontato scriverlo, ma hanno un nome, un volto, dei sentimenti. E nessuno di loro è illegale.

Per saperne di più, clicca qui.

Per vedere il video, qui.

primi sui motori con e-max

Ricevi le nostre ultime notizie