Noi uomini e donne, attivisti, associazioni che operano nell’ambito del sociale e dei diritti umani,

VI ACCUSIAMO

A seguito di quanto avvenuto nelle ultime settimane sulle decisioni prese rispetto ai flussi migratori ed agli accordi sanciti con il “Governo libico” non ufficiale di Fayez al Sarraj, il Governo Italiano ha sancito ufficialmente e giuridicamente la propria posizione riguardo esseri umani in fuga ed in transito per ed attraverso l’Italia e l’Europa.

NOI VI ACCUSIAMO dei seguenti reati:

Mancato Soccorso, Maltrattamenti, Trattamenti disumani e degradanti, Tortura, Omicidio e Crimini contro l’Umanità.

Gravissime le dichiarazioni e gli atti del Ministero dell’Interno, dei suoi referenti e del nostro Governo. “Il Far West è finito” è una frase della quale dovremmo vergognarci, oggi ed in futuro, vergognarci di fronte ai crimini contro l’umanità che stiamo chirurgicamente e strategicamente preparando.  Il Piano Minniti di sgombero delle associazioni umanitarie si è quasi concluso. Abbiamo consegnato alla Guardia Costiera libica da noi ulteriormente addestrata e rifornita anche e non solo di mezzi navali, il controllo armato delle coste e del tratto di Mar Mediterraneo e la relativa giurisdizione sulle barche, i pescherecci, i gommoni ed i barconi sui quali viaggiano i migranti in fuga, ignari che la loro sarà solo una partenza fasulla, che verrà pagata a caro prezzo e che non li porterà in Europa ma li rimanderà in Libia. Il giro della morte. Sarà la Guardia Costiera ad autorizzare le navi ad entrare nella nuova zona di SAR, Guardia Costiera vera o millantata pronta a sparare non sui trafficanti collusi ma sulle navi delle associazioni umanitarie indipendenti. Il Governo Italiano è ovviamente a conoscenza del fatto che la Libia è un paese NON FIRMATARIO della Convenzione di Ginevra e che da anni ha istituito veri e propri lager dove la violenza, le torture, gli stupri sono all’ordine del giorno; dove i trafficanti di esseri umani praticano indisturbati sotto gli occhi dei Governi europei il businness del commercio umano, potendo contare sul silenzio di un’Europa complice delle violazioni e terrorizzata dai flussi migratori. Un'Europa che sta rinnegando totalmente i principi sui quali  è stata fondata.

L’EUROPA NELL’APPLICAZIONE DEL TRATTATO BILATERALE CON LA LIBIA STA VIOLANDO DE FACTO LA CONVENZIONE DI GINEVRA che prevede con l’Art. 33: “Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la su avita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza ad un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche.” Il divieto di respingimento è applicabile ad ogni forma di trasferimento forzato, compresi deportazione, espulsione, estradizione, trasferimento informale e non ammissione alla frontiera. E’ possibile derogare a tale principio solo nel caso in cui, sulla base di seri motivi un rifugiato venga considerato un pericolo per la sicurezza del paese in cui risiede o una minaccia per la collettività. Tale principio costituisce parte integrante del diritto internazionale dei diritti umani ed è un principio di diritto internazionale consuetudinario.

Chi ha visitato i lager libici (presto riproposti anche in altri paesi africani) ha assistito con i propri occhi alla riduzione in schiavitù e alla perpetrata violenza fisica e psicologica di uomini e donne. Il Governo Italiano è complice di questi reati. Il permettere e consentire l’accesso di organizzazioni internazionali come l’UNHCR o l’OIM, che da anni denunciano questi centri, non cambia in nessun modo la sua posizione criminale.

IL GOVERNO ITALIANO NON E’ RIUSCITO A “IMPORRE” ALL’EUROPA LA RELOCATION DECISA E MAI ATTUATA, OVVERO LA SUDDIVISIONE PER I SINGOLI PAESI MEMBRI DI QUOTE DI MIGRANTI, E HA DOVUTO CAMBIARE STRATEGIA.

Il neo Ministro Minniti, non appena insediatosi, è volato in Libia, in Egitto, a concludere accordi bilaterali dove siamo più forti commercialmente, dove vengono sversati da anni milioni di euro (strana coincidenza l’ex sottosegretario agli esteri di fresca nomina come vicepresidente dell’ENI), dove le vite umane, comprese quelle dei nostri giovani ricercatori come Giulio Regeni, non contano assolutamente nulla. Minniti ha chiuso accordi in tempi record, con Governi collusi dove i diritti umani non sono neanche un “compromesso”. SEMPLICEMENTE, NON SONO.

IL GOVERNO ITALIANO VUOLE ELIMINARE LE ONG CHE PRESTANO SOCCORSO IN MARE E DI FATTO AUTORIZZARE LA GUARDIA COSTIERA LIBICA – CHE VA RICORDATO PRENDE SOLDI SIA DALL’ITALIA CHE DALL’EUROPA E DAI TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI - ALLA GESTIONE DEL DESTINO DI ESSERI UMANI.

E’ palese quanto il nostro Governo attraverso il Ministro dell’Interno abbia concordato con la Libia di Al Sarraj di “SGOMBERARE” il Mar Mediterraneo da organizzazioni umanitarie, in pratica un DASPO per le ONG. Questa decisione è equiparabile ad una espulsione e respingimento di massa, violando così intenzionalmente l’articolo 3 della Convenzione dei diritti dell’uomo che vieta la tortura e i trattamenti disumani e degradanti e l’articolo 4 che mette al bando le espulsioni collettive, per la quale l’Italia è stata già condannata.

Riporta in un’intervista l’ammiraglio Credentino che ha guidato per due anni la Missione Eunavfor Med che “ogni giorno circa 20, 22 mercantili vanno e vengono dalla Libia, e decine circolano nell’area”. E’ evidente che le merci possono regolarmente disporre di CANALI COMMERCIALI mentre i CANALI UMANITARI vengono criminalmente omessi da anni.

CHIEDIAMO INOLTRE AL GOVERNO ITALIANO DI SAPERE se anche ai MERCANTILI COMMERCIALI è stato sottoposto un Codice di Condotta, oppure se anche queste imbarcazioni faranno parte del FAR WEST cui fa riferimento il nostro Ministro dell’Interno, e saranno quindi libere di intraprendere traffici di merci e perché no, di dedicare stive da vendere a caro prezzo alle reti internazionali e alle mafie di trafficanti di esseri umani.

Il Codice di Condotta è stata solo una strategia per avviare quel processo di criminalizzazione delle ONG e della società civile che da sempre si contraddistingue per la sua neutralità, imparzialità ed indipendenza. Ed aggiungiamo per la loro solidarietà per gli esseri umani che in mare rischiano la propria vita. Le ONG hanno DOVUTO cominciare ad operare in mare dopo la chiusura di MARE NOSTRUM e le morti continue ed ininterrotte di vittime innocenti.

All’imposizione del Codice di Condotta o meglio di alcune richieste inaccettabili sotto il profilo umanitario alcune ONG hanno espresso la loro perplessità e con coerenza e rigore, MSF in primis si è detta disponibile a collaborare ma a non trasgredire un proprio Codice di condotta Etico non scritto ma esercitato quotidianamente ed universalmente, denunciando che quanto sta accadendo provocherà ancora più morti e violazioni dei diritti umani in Libia. Per questo MSF non ha firmato il Codice di Condotta. NOI STIAMO CON MSF.

NOI VI ACCUSIAMO. ACCUSIAMO chi deliberatamente criminalizza ed accusa ed inquisisce quei cittadini che agendo secondo i trattati Internazionali ed i valori universalmente riconosciuti assiste ed aiuta esseri umani in situazione di vulnerabilità e necessità.

Accusiamo quei politici e quelle istituzioni che indagano uomini e donne accusati del CRIMINE DI SOLIDARIETA’ addebitandogli il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. 

Eppure nel Testo Unico sull’Immigrazione all’articolo 12.2 si trova la dicitura “non costituiscono reato le attività di soccorso ed assistenza umanitaria se prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato”.

Da anni gli attivisti presenti sul territorio italiano, da sempre impegnati nella difesa dei diritti umani si sono visti ostacolare, impedire di poter svolgere e praticare la solidarietà per chi, abbandonato dalle leggi e dalle istituzioni, cerca riparo e rifugio. La criminalizzazione è passata e passa dai fogli di via, dalle incriminazioni per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, a partire dal caso di OSPITI IN ARRIVO per arrivare agli attivisti di Ventimiglia fino alla recente inchiesta su DON MUSSIE ZERAI, colpevole di aver segnalato alla Guardia Costiera italiani i SOS ricevuti dai migranti a rischio di naufragio e morte.

MIGLIAIA DI MORTI SONO STATE EVITATE GRAZIE ALL’ AZIONE UMANITARIA DI ATTIVISTI, ORGANIZZAZIONI ED ASSOCIAZIONI, REALIZZATE INSIEME ALLA GUARDIA COSTIERA ITALIANA.

NOI STIAMO CON GLI ATTIVISTI. NOI SIAMO GLI ATTIVISTI.

NOI ACCUSIAMO quei Governi, compreso il Governo Italiano, che ancora utilizzano la detenzione amministrativa e la privazione della libertà personale, dispositivo che su base razziale prevede il trattenimento di uomini e donne “irregolari” all’interno dei centri di detenzione, i CIE e nuovi CPR.

Le disposizioni del Ministro dell’Interno già a gennaio 2017 hanno cominciato a prevedere ALIQUOTE ASSEGNATE per le Questure e Prefetture per rimpatri indiscriminati di cittadini nigeriani. La riproposizione di un moderno apartheid, voluta ed eseguita da un Governo di Sinistra.

Il Decreto Minniti Orlando divenuto legge ha de facto sancito che gli stranieri non hanno giurisdizione in Italia, o meglio, ce l’hanno, ma di serie B. LA LEGGE NON E’ EGUALE PER TUTTI IN ITALIA.

Una recentissima sentenza ha condannato il Ministero dell’Interno a risarcire il Comune di Bari per il danno di immagine provocato dai trattamenti disumani e degradanti avvenuti all’interno del CIE di Bari. Quel centro, così come gli altri sono strutture dove non esiste il diritto, dove viene negata la dignità umana e dove le denunce per morti di stato sono insabbiate nelle Procure.

Il Sistema HOTSPOT si è dimostrato inefficace, non garantisce il diritto di asilo né le misure di accoglienza e consente respingimenti collettivi arbitrari ed illegali.  Ed è appunto un sistema inaccessibile alla società civile, dove ripetute sono state le denunce di violazioni avanzate da ONG e associazioni.

NOI VI ACCUSIAMO - ACCUSIAMO CHI GOVERNA E GESTISCE I FONDI DESTINATI A COMBATTERE LA POVERTA’ E CHE SARANNO IN AFRICA UTILIZZATI PER CONTROLLARE I MIGRANTI attraverso forniture militare e forniture di macchinari di controllo delle frontiere, formazione delle forze di polizia, gestione di centri per migranti e sistemi per la raccolta di dati biometrici delle persone, una vera e propria schedatura di massa.

600 milioni di euro del cosiddetto TRUST FUND che andranno ai Governi “compact” (in particolare Nigeria, Mali, Etiopia, Mali, Senegal) per operazioni di controllo e sicurezza decisi a Malta, da dove si spara sulle navi dei migranti già da anni, oppure non facendo sbarcare nei propri porti le carrette del mare, violando ogni tipo di legge e convenzione internazionale. Il Trust Fund: un’operazione di “distrazione di masse” economiche che anziché essere utilizzate per la cooperazione e il miglioramento delle condizioni di vita di paesi da dove si fugge per carestie o per regimi non democratici, serviranno esclusivamente a rafforzare le misure di trattenimento nei paesi di origine e di transito. Galere a cielo aperto, così come fatto con la Turchia di Erdogan, con il quale si è trattato con 6 miliardi di euro il sigillare il confine con l’Europa. A pagarne il prezzo concordato da Bruxelles quasi 60mila uomini e donne e bambini da marzo 2016 “ingabbiati” in Grecia da marzo 2016. Circa 100.000 euro a testa, il valore della vita umana, di un “migrante in meno” presente sul suolo europeo.

Il Consiglio d’Europa ha chiesto delucidazioni e chiarimenti all’Italia sulla pratica di respingimento di migranti in arrivo nei porti di Ancona, Bari, Brindisi e Venezia ai porti della Grecia, mettendo in discussione la garanzia dell’accesso alle procedure internazionali, ai servizi offerti dalle ONG, e tuttala gestione del sistema.

NOI INOLTRE ACCUSIAMO E CONDANNIAMO QUELLE COMPAGNIE DI TRASPORTI E VETTORI che si fanno utilizzare per il respingimento di cittadini stranieri dall’Italia e dall’Europa. Le compagnie aeree, ad esempio, che accettano sui loro veicoli di trasbordare migranti in paesi di transito e/o di origine senza aver avuto la garanzia e/o necessaria documentazione dello status del migrante, sono COLPEVOLI di un respingimento ILLEGITTIMO e in aperta VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI UNIVERSALMENTE RICONOSCIUTI

Queste, un tempo le chiamammo DEPORTAZIONI.

Ne fummo testimoni e complici, poi osservatori inorriditi, ora le riproponiamo senza battere ciglio.

NOI ATTIVISTI STIAMO CON I MIGRANTI, CON LE ONG  perché le DISCRIMINAZIONI che stanno producendo gli Stati Membri produrranno il collasso dell’Europa da un punto di vista politico, morale, etico, economico, sociale, culturale. Perché quanto sta avvenendo viola diritti umani inalienabili, tutti i principi etici e morali, la dignità dell’essere umano che ne è vittima, così come degrada chi la esercita e chi se ne rende responsabile, sia esso un decisore oppure un mero esecutore materiale.

NOI VI ACCUSIAMO

E le accuse che stiamo avanzando sono terribili, fondate, e indegne di stati civili e democratici.

 

Campagna LasciateCIEntrare

Per sottoscrivere la lettera aperta: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Prime sottoscrizioni: Gabriella Guido (Portavoce Nazionale), Yasmine Accardo (Referente Territori), Erri De Luca (Scrittore), Loris De Filippi (Presidente MSF), Gennaro Avallone (Università di Salerno), Stefano Galieni (Rifondazione Comunista), Prof.ssa Simonetta Marino (Delegata del Sindaco del Comune di Napoli per le Pari Opportunità, le Politiche di Contrasto alla Violenza di Genere e i Centri Antiviolenza), Valentina Scala, Giancarlo Pavesi Incerti, Francesca Koch (Presidente Casa Internazionale delle Donne di Roma), Maria Brighi (CIDD Roma), Ass. K_Alma, Ass. Oltre La Crescita, Tenda Per La Pace e i Diritti, Loretana Bianchi, Tiziana Barillà (Giornalista il Salto), Ilaria Boiano, Floriana Lipparini, Maurizio Acerbo, Elisabetta Confaloni, Licia Masi, Karima Sahbani, Adriana Buffardi, Stefania Incagnoli, Maria Rosaria Baldin, Patrizia Sterpetti, Antonia Sani, Kevin Dobra, Martina Porziani, Rosa Rinaldi, Marco Noris, Ass. Garibaldi 101, Gabriele Romanacci, Federica Giovannetti, Carlo Cartocci, Luciana Menna, Alfonso Gianni, Bia Sarasini, Nicoletta Dentico (Consigliere Banca Etica), Bruno Esposito, Alfonso Di Stefano (Rete Antirazzista Catanese), Raffaele Tecce (Segreteria Nazionale PRC), Marisa Conte (We are all on the Freedom Flotilla 2), Sara Visitin (Rifondazione Comunista e operatrice sociale), Elisa Corridoni (Segreteria Nazionale PRC), Banda Popolare dell'Emilia Rossa, Laura Gambino, Marcella Cenacchi, Nadia Cadrobbi, Roberta Lo Bianco (Moltivolti), Esther Koppel (giornalista), Irene Virgili, Marta Migheli, Claudio Mandalari, Paola Bornancini, Annamaria Rivera (antropologa e attivista), Caterina Contegiacomo, Maria Pia Monno, Valentina Claro, Emilio Drudi (giornalista), Associazione Scuola Mondo, Luca Pezza, Morena Piccoli, Martina Porziani, Isabella Peretti, Isabella Peretti, Vittoria Pagliuca, Serena Frasconà, Silvia De Marco, Marielou Thomas, Ann Grossi, Andrea Costa, Baobab Experience, Silvia Marastoni, Veronica Pinto, Anna Santoro, Framcesco Damiano Portoghese, Anna Rho, Agostino Giroletti, Benedetta Pagotto, Germana Napoli, Enrico Baldi (SI), Monica Dall'Asta (Università di Bologna), Annamaria Gobetti (Comitato Zona 8 Solidale - Nessuna persona è illegale Milano), Simona Ferrari, Luciana Abate, Francesco Marino, Comitato Zona 8 Solidale Miliano, Mirella Mingardo, Donatella Melani, Associazione Dimensioni Diverse Onlus, Ignazio Mazzoli, Giornale UnoeTre.it, Associazione per i Diritti Umani, Giulia Sau, Dott. Antonio Lupo, Marina Di Leo [...]

 

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