Con una circolare di due pagine, trasmessa a tutte le Prefetture e Questure del Paese e a tutte le Forze dell’Ordine, il nuovo Ministro dell’Interno, Marco Minniti, e il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, annunciano una stagione di tolleranza zero sul terreno dei respingimenti dei migranti.

Il neo Ministro dell'Interno del Governo Gentiloni/Renzi annuncia l’apertura di Centri di Identificazione ed Espulsione in tutte le regioni d'Italia. Noi chiediamo invece un cambio di rotta coraggioso e lungimirante, un segnale di discontinuità da quanto fece l’ex Ministro dell’Interno Maroni (Lega Nord), e da quanto non realizzato dall’ex Ministro Alfano (NCD) sulle politiche dell’accoglienza.

E’ stata fondamentale l’azione di trasparenza e di monitoraggio nei CIE fatta in cinque anni dalla Campagna lasciateCIEntrare insieme ad avvocati, giornalisti, parlamentari, associazioni della società civile.

Chiediamo la stessa trasparenza anche per i centri HOT SPOT nei quali, a tutt’oggi, ci è stato negato qualsiasi accesso.

Chiediamo al Ministro che garantisca procedure a tutela dei diritti umani, che persegua con maggiore rigore chi ancora controlla i traffici umani in Italia e all'estero, e che si adoperi nei prossimi accordi bilaterali alla realizzazione  di corridoi umanitari.

Di vitale importanza che imponga alle Prefetture di monitorare e verificare chi gestisce gli appalti per i centri, e che la gestione dell’accoglienza sia garantita nel rispetto dei richiedenti asilo e dei cittadini e delle istituzioni italiane.

Da anni, la Campagna LasciateCIEntrare denuncia le condizioni di degrado, disumanità e il mancato rispetto dei più elementari diritti umani all’interno di questi centri. La Portavoce, Gabriella Guido: “i CIE sono strutture inutili, inefficienti e costose con condizioni di trattenimento lesive della dignità umana e soprattutto inutili al contrasto dell’immigrazione irregolare. Accoglienza è la parola d’ordine e strategica. LasciateCIEntrare – conclude – proseguirà nella lotta per la loro completa e definitiva chiusura.”

L’anno che verrà, ci vedrà compatti nell’opposizione alla nuova stagione di politiche d’inasprimento e repressione che si sta delineando. Uniti e forti nella richiesta d’interventi rapidi ed efficaci, per restituire civiltà e dignità al nostro sistema d’accoglienza.

 

 

 

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