"Verità per Giulio Regeni". 
Il 25 luglio, a sei mesi dalla scomparsa al Cairo, Amnesty International Italia, Antigone e CILD promuovono una mobilitazione per Giulio Regeni 

Lunedì 25 luglio saranno trascorsi sei mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni al Cairo. Nonostante siano passati 180 giorni, la verità su quanto accaduto al giovane ricercatore italiano è ancora lontana. 

Per continuare a chiedere "Verità per Giulio Regeni" Amnesty International Italia, Antigone e la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili hanno organizzato una mobilitazione in piazza della Rotonda, a Roma, di fronte al Pantheon. 

"Il 25 luglio alle 19.41, orario della scomparsa di Giulio Regeni, tante fiaccole saranno accese per ribadire la necessità di fare luce sulla sua terribile morte" hanno dichiarato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone e CILD e Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia.   

L'appuntamento per chi vorrà partecipare è alle 19.00 in piazza della Rotonda.  

Alla mobilitazione hanno sinora aderito: 
A Buon Diritto, Articolo 21, Cittadinanzattiva, FNSI, Iran Human Rights Italia, Italians for Darfur, LasciateCIEntrare, Premio Roberto Morrione, Un Ponte per, Usigrai. 

Roma, 20 luglio 2016  

Evento FB: https://www.facebook.com/events/1242401005800055/ 
 

 

Si è tenuta ieri, presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana, la presentazione dei risultati della mobilitazione indetta dalla Campagna LasciateCIEntrare in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

A seguito di 65 richieste d’ingresso e visita ai centri d’accoglienza tra Hotspot, Cie, Cara, Cas e Tendopoli sull’intero territorio nazionale, inviate alle Prefetture e al Ministero dell’Interno, le delegazioni della Campagna sono riuscite ad entrare in circa 40 centri nelle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Lazio, Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

 

In apertura della conferenza stampa, la Portavoce della Campagna Gabriella Guido ha posto da subito l’attenzione sugli inquietanti segnali d’intimidazione e criminalizzazione di cui è stata recentemente oggetto la società civile. Un esempio su tutti, la chiusura delle indagini preliminari a carico dei referenti dell’Associazione Ospiti in Arrivo di Udine per i reati d’invasione di edifici e favoreggiamento della permanenza di stranieri presenti illegalmente in Italia al fine di trarne “ingiusto profitto”, “colpevoli” di aver accompagnato i migranti alla Caritas locale ed aver spiegato loro la procedura per accedere alla richiesta d’asilo.
A seguire, il saluto di Raffaele Lorusso, Segretario FNSI: "l’accoglienza è un tema che ci riguarda tutti. La civiltà di un paese si misura sui diritti che riesce a garantire e dall'informazione che riesce a dare. Gli eventi e gli accadimenti di un paese a noi vicino come la Turchia sono segnali di cui dobbiamo tener conto senza tralasciare l’accordo che l’UE ha concluso con il governo Erdogan che prevede la chiusura del confine greco-macedone a saldo di 3 mln di euro."
 
In rappresentanza dell’UsigRAI, il Segretario Vittorio Di Trapani che ha sottolineato quanto il mancato accesso stampa sia una lesione non solo della categoria dei giornalisti ma, soprattutto, del diritto dei cittadini ad essere correttamente informati.
A seguire, la referente dei territori Yasmine Accardo ha posto l’accento sulla discrepanza tra le dichiarazioni del Ministero dell’Interno riguardanti l’accoglienza diffusa e ciò che emerge dal monitoraggio effettuato in maniera continuativa dalla Campagna. 
Evidenti segnali di preoccupazione, sono la criticità della questione dei minori, l’alto livello di promiscuità, la tratta delle donne: categorie sempre più a rischio e quanto mai preziose per le organizzazioni criminali ai fini di sfruttamento, prostituzione e qualsivoglia abuso. Ne emerge, inoltre, una preoccupante criminalizzazione dei migranti a seguito di legittime proteste per tutelare i propri diritti, sempre più spesso lesi o negati. In particolare, è stato rilevato un incremento delle revoche d’accoglienza. Segnaliamo una evidente crescita della “ghettizzazione” e della periferizzazione delle strutture adibite all’accoglienza che, secondo alcuni gestori, appare come l’unica forma praticabile. Ulteriore discorso concerne la trattazione del fenomeno migratorio da parte dei media, che talvolta risulta strumentale e superficiale riguardo tematiche così complesse. Malgrado gli sforzi della società civile e nonostante le ultime aperture da parte del Ministero agli ingressi nei centri da parte della stampa, quest’ultima si vede nuovamente negato l’accesso e il monitoraggio ai centri d’accoglienza.

 

A seguire, il collegamento telefonico in diretta dall’Hotspot di Lampedusa, dell'Avv. Alessandra Ballerini che in questi giorni è riuscita ad entrare nei centri di Trapani e Lampedusa: “dal nord al sud, migranti sempre più nel limbo tra burocrazia, assenza di diritto e malaccoglienza. Quello di Lampedusa deve essere un centro di primo soccorso e accoglienza e non d’identificazione e smistamento”. 
Gli interventi dei territori con Giacomo Dessì (Presidio Piazzale Trento, Sardegna) Laura Liberto (Cittadinanzattiva Per Il Molise) Gennaro Avallone (Docente Universitario Universita’ Di Salerno – Facolta’ Di Sociologia) Sara Monaci e Andrea Panico (Melting Pot Padova Veneto) hanno contribuito a restituire una percezione reale e onesta dello stato attuale dell’accoglienza locale.

La Campagna proseguirà nel suo lavoro, compito che spetta a tutte le donne e gli uomini che vogliono migliorare questo paese, a chi opera nelle istituzioni e nell’informazione, ad ognuno di noi.  

La crisi in atto passerà alla storia e bisogna scegliere da che parte stare.

 

 

In concomitanza della Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 giugno scorso e nelle date immediatamente successive, come attivisti della Campagna LasciateCIEntrare abbiamo chiesto di poter entrare insieme a operatori dell’informazione, legali esponenti a vario titolo della società civile, in circa 60 centri dell’accoglienza e spesso del trattenimento di uomini e donne migranti giunti in Italia per sfuggire a guerre e repressioni.

 

Avevamo preannunciato tale richiesta alle massime autorità istituzionali, inviato richiesta di ingresso alle locali prefetture, rispettando in pieno le norme non scritte che regolano e spesso limite tale diritto. Lo abbiamo fatto nello spirito che è alla base della nostra Campagna: informare e verificare gli standard del sistema di accoglienza, la corretta applicazione delle normative in corso, il rispetto dei diritti umani nei diversi centri.
Siamo riusciti ad entrare soprattutto nei CAS e nei CARA, dove abbiamo riscontrato numerose problematicità. Ci è stato invece negato l’accesso in alcuni CIE come Roma e Caltanissetta e in tutti gli Hotspot.
 
Ci interroghiamo sulle ragioni che precludono non solo a noi tale possibilità di verificare le condizioni di vita di chi di fatto è in condizione di trattenimento, restiamo perplessi di fronte alle numerose prefetture da cui neanche è giunta risposta alla nostra richiesta e consideriamo entrambi i fatti un vero vulnus democratico.
La nostra mobilitazione, pacifica e tesa a continuare un lavoro che portiamo avanti ormai da 5 anni si è ritrovata, per l’ennesima volta di fronte ad ostacoli di cui ci sfuggono il senso e la ragione.
Avvertiamo attorno a noi segnali inquietanti di vera e propria intimidazione rivolti a chi denuncia i limiti di un sistema di accoglienza prossimo al collasso e a chi si prodiga nell’aiutare chi fugge a poter esigere i propri diritti.
Accanto a noi abbiamo trovato la FNSI, l’Ordine dei Giornalisti, l’Usigrai, associazioni come Art. 21 e la Carta di Roma, un numero enorme di realtà locali e nazionali (qui l’elenco completo: https://goo.gl/nsDAEO).

 Crediamo che in un Paese dove atti di razzismo sono giunti alle estreme conseguenze, restituire una percezione reale e onesta delle condizioni concrete di chi giunge in Italia in cerca di un futuro, sia un nostro dovere civico che continueremo a perseguire.

E nella conferenza stampa a cui vi invitiamo proveremo a diffondere il materiale raccolto, le testimonianze, i fatti che dovrebbero, in un paese democratico essere posti a conoscenza di ogni cittadino/a.
Appuntamento, dunque, venerdì 22, ore 11:00, presso la sede dell’FNSI (Corso Vittorio Emanuele II, 349 Roma). Come raggiungerci: https://goo.gl/64RQWa.
Per seguire tutti gli aggiornamenti, clicca sull’evento FB: https://goo.gl/c7QAcD

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